Vista da Bruxelles, Tolosa è come Gaza

Le parole pesano, ma pesano ancor di più quando si fanno equivalenze imperdonabili tra l’assassinio di tre bambini ebrei in una scuola di Tolosa e le vittime collaterali di un’operazione antiterrorismo a Gaza. Eppure l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton, ieri non si è voluta scusare per la commistione irresponsabile tra l’orrore e l’errore.
21 MAR 12
Ultimo aggiornamento: 01:30 | 12 AGO 20
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Le parole pesano, ma pesano ancor di più quando si fanno equivalenze imperdonabili tra l’assassinio di tre bambini ebrei in una scuola di Tolosa e le vittime collaterali di un’operazione antiterrorismo a Gaza. Eppure l’Alto rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton, ieri non si è voluta scusare per la commistione irresponsabile tra l’orrore e l’errore. “Le sue parole sono state grossolanamente distorte”, ha detto il suo portavoce: “Ha fatto riferimento alle tragedie che portano alla morte di bambini in tutto il mondo e non ha fatto alcun parallelo tra le circostanze dell’attacco di Tolosa e la situazione a Gaza”. In realtà, lunedì a Bruxelles, durante un incontro sui giovani rifugiati palestinesi, alla baronessa Ashton è sfuggito l’odioso parallelo: “Quando pensiamo a ciò che è accaduto a Tolosa oggi, quando ci ricordiamo di ciò che accadde in Norvegia un anno fa, quando sappiamo ciò che sta accadendo in Siria, quando vediamo ciò che sta accadendo a Gaza e Sderot”.

Israele ha ragione a chiedere all’Alto rappresentante di “ritirare” le sue dichiarazioni. Anche Gaza e Sderot sono un amalgama inappropriato, visto che i missili palestinesi cadono indiscriminatamente sui civili israeliani. “Nonostante il fatto che siamo costretti a combattere terroristi che operano in mezzo alla popolazione civile, l’esercito israeliano fa tutto il possibile per evitare di colpire civili”, ha ricordato il ministro degli Esteri, Avigdor Lieberman. I commenti di Ashton sono “sbagliati, falsi e scandalosi”, ha detto la leader dell’opposizione, Tzipi Livni. Una simile unanimità antieuropea in Israele non si vedeva dai tempi di Chris Patten, quando la Commissione finanziava testi scolastici che insegnavano ai bambini palestinesi “perché abbiamo il dovere di lottare contro gli ebrei”.

Ashton non è antisemita, il sospetto di antisionismo c’è, ma la sua leggerezza rivela piuttosto una grave realtà: l’inadeguatezza per l’incarico di Alto rappresentante. Sui negoziati israelo-palestinesi – priorità delle priorità dell’Ue – Ashton è stata quantomeno incoerente, come dimostra il tentativo di trovare una posizione unanime dei Ventisette sul riconoscimento dello stato palestinese all’Onu, salvo poi fare marcia indietro. Sul nucleare iraniano, ha appena accettato di riaprire i negoziati con i mullah, rischiando di precipitare un bombardamento israeliano. Sulla Primavera araba si è trovata totalmente impreparata. Il suo Servizio di azione esterna è preda di scontri personali e nazionali, ma è inesistente fuori dagli Euro-palazzi. In mancanza di un atto di contrizione – per rispetto delle vittime di Tolosa, oltre che per rispetto di Israele – Ashton dovrebbe essere finalmente dimessa.